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Utente: Volomagico
I sogni mi aiutano a volar via da una società malata, finta e corrotta fino al "midollo". Essere se stessi non basta più, bisogna sempre dimostrare... Ritornerò quando questa folle corsa terminerà e l'uomo riacquisterà l'armonia con la natura.

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lunedì, 04 settembre 2006
Verso una civiltà post-moderna!

Questo, per me, è un articolo illuminante che condivido in pieno...almeno per riflettere un pò sul sistema attuale, che non è il migliore possibile, e che di questo passo non può che portarci all'autodistruzione...a meno che non avvenga una grande metamorfosi!

Tratto da: http://www.ecn.org/contropotere/primitivismo/John_Zerzan
__sulla_transizione.htm


SULLA TRANSIZIONE
di Jhon Zerzan

“Certo, la critica è incisiva e tutto quanto, ma com'è possibile passare da questo mondo lugubre ad un'esistenza piena e genuina?” Penso che non dovremmo dubitare che questo viaggio sia possibile, né che l'esplosione necessaria per dargli inizio possa essere vicina.

Il pensiero della cultura dominante, come sappiamo, ha sempre affermato che la vita alienata è inevitabile. Infatti, la cultura o la civiltà stessa esprime questo dogma essenziale: il processo di civilizzazione, come ha osservato Freud, è il passaggio forzato da una vita libera e naturale ad una vita di continua repressione. Oggigiorno la cultura langue, desolata e logora, ovunque si guardi. Più importante dell'entropia che affligge la logica della cultura è però quella che sembra essere la resistenza attiva, per quanto appena abbozzata, che le viene opposta. Questo è il raggio di speranza che disturba la gara, altrimenti fin troppo deprimente, cui assistiamo per vedere se arriverà prima l'alienazione totale o la distruzione della biomassa.

Le persone sono imprigionate e messe alla ruota del vuoto quotidiano, e il fascino della civiltà sbiadisce. Lasch ha parlato di una rabbia quasi universale che dilaga nella società, appena sotto la superficie: sta crescendo e molteplici sono i suoi sintomi, che corrispondono al rifiuto di lasciare questo mondo insoddisfatti.

Adorno chiedeva: “Che cosa sarebbe la felicità se non fosse misurata dall'incommensurabile angoscia di fronte all'esistente?". Di sicuro la condizione della vita è diventata un incubo tale da giustificare un simile interrogativo, e forse anche da indurre a pensare che qualcosa abbia preso una piega terribilmente sbagliata tantissimo tempo fa. Quanto meno dovrebbe dimostrare, entrando nello specifico, che i mezzi di riproduzione della civiltà dominante (cioè la sua tecnologia) non si possono usare per plasmare un mondo liberato.

Il signor Sammler di Saul Bellow si chiedeva: “Che cosa c'è di "comune" nella vita comune? E se qualche genio dovesse fare con la "vita comune" ciò che ha fatto Einstein con la "materia"? Scoprirne l'energia, svelarne la radiosità”. Ovviamente, dobbiamo tutti essere quell'"Einstein", che è precisamente ciò che scatenerà un'energia creativa sufficiente a ridefinire completamente le condizioni dell'esistenza umana. Diecimila anni di tenebre e schiavitù, per parafrasare Vaneigem, non resisteranno a dieci giorni di rivoluzione totale, che comporterà la ricostruzione simultanea di noi stessi. Chi non odia la vita moderna? Può il condizionamento che ancora rimane sopravvivere a una tale esplosione di vita, che ne elimini inesorabilmente le fonti?

Siamo chiaramente tenuti in ostaggio dal capitale e dalla sua tecnologia, costretti a sentirci dipendenti, persino impotenti, schiacciati sotto il peso dell'opprimente inerzia di secoli di categorie, modelli e valori alienati. Di che cosa si potrebbe fare immediatamente a meno?

Confini, governi, gerarchia... Che altro? Quanto tempo occorre per eliminare le forme più radicate di autorità e separazione, come la divisione del lavoro? Sono convinto, e spero non con l'atteggiamento di chi vuole applicare alla realtà un principio astratto, che non si possa concepire la libertà totale e l'interezza di vita senza la dissoluzione del potere intrinseco degli specialisti di ogni genere.

Molti affermano che milioni di individui morirebbero se l'attuale sudditanza tecno-globale al lavoro fosse eliminata insieme alla merce. Questa affermazione però non tiene conto di molte potenzialità. Per esempio, consideriamo il gran numero di persone che sarebbero libere da occupazioni manipolatorie, parassitarie e distruttive a favore della creatività, della salute e della libertà. Ora come ora, in realtà pochissimi contribuiscono in qualche modo a soddisfare bisogni autentici.

Trasportare cibo per migliaia di chilometri, occupazione per nulla atipica oggigiorno, è un esempio di attività insensata, così come lo è la produzione di incalcolabili tonnellate di veleni di erbicidi e pesticidi. Quest'immagine dell'umanità che morirebbe di fame se si dovesse tentare una trasformazione si può ridimensionare prendendo in considerazione alcuni altri aspetti dell'agricoltura, di carattere più positivo. E’ perfettamente possibile, in termini generali, coltivare il cibo di cui abbiamo bisogno. Vi sono metodi semplici, che non comportano alcuna divisione del lavoro, e consentono di ottenere grandi rese in piccoli spazi.

L'agricoltura stessa dev'essere superata, così come l'addomesticamento, perché sottrae più sostanze organiche al terreno di quante ne restituisca. La permacoltura e una tecnica che sembra tentare un tipo di coltivazione che si sviluppa o si riproduce da sola e quindi tende ad avvicinarsi alla natura e ad allontanarsi dall'addomesticamento. E’ un esempio di promettente modalità di sostentamento intanto che ci si allontana dalla civiltà. Un altro aspetto pratico della transizione è la coltivazione nelle città e un ulteriore passo verso il superamento dell'agricoltura potrebbe essere la propagazione più o meno casuale di piante.

Per quanto riguarda la vita nelle aree urbane, si dovrebbe compiere qualsiasi passo verso l'autonomia e l'autosufficienza, a partire da ora, in modo da poter poi abbandonare tanto più rapidamente le città. Create in risposta all'esigenza del capitale di accentrare il controllo delle transazioni economiche, della religione e del dominio politico, le città restano enormi monumenti devastatori della vita in onore delle stesse esigenze basilari del capitale. Si potrebbero utilizzare come qualcosa di simile a ciò che ora conosciamo come musei, cosicché le generazioni successive al sovvertimento radicale del presente possano apprendere quanto grottesca sia diventata l'esistenza della nostra specie. Strutture mobili destinate a feste e divertimenti sarebbero forse la configurazione più simile alla città che la vita disalienata potrebbe esprimere. Parallelamente all'abbandono delle città, si potrebbe verificare un'analoga migrazione dai climi freddi verso quelli più caldi. Il riscaldamento degli spazi abitativi nelle regioni settentrionali costituisce un assurdo dispendio di energia, di risorse e di tempo. Quando gli esseri umani avranno ristabilito un'intimità con la natura e saranno diventati più sani e più robusti, tali regioni probabilmente si ripopoleranno, in maniera completamente diversa.

Quanto alla popolazione, la sua crescita è un fenomeno così poco naturale o neutro come lo è la sua tecnologia. Quando la vita è fatalmente priva di equilibrio, il bisogno di riprodursi appare come una forma di compensazione dell'immiserimento, mentre i livelli della popolazione sarebbero relativamente bassi come avviene fra i raccoglitori-cacciatori non civilizzati che ancora abitano alcune regioni del mondo.

Enrico Guidoni ha osservato che le strutture architettoniche necessariamente rivelano molto del contesto sociale in cui sorgono. Allo stesso modo, l'isolamento e la sterilità delle abitazioni nella società di classe non sono affatto casuali e meritano di essere eliminate in toto. Architettura senza architetti di Rudofsky esamina alcuni esempi di abitazioni costruite non da esperti, ma frutto di un'attività comune spontanea e in continua evoluzione. Immaginiamo l'invitante vivacità delle abitazioni, ciascuna unica e non prodotta in massa, espressione di una serena reciprocità che potrebbe emergere dall'abbattimento dei confini e delle miserie artificiali, materiali ed emotive.

E’ probabile che in un mondo nuovo la "salute" sarà un problema ancor più facile da risolvere di quello dell'abitazione. La "medicina" industriale e disumana di oggi è totalmente complice dei processi generali della società che ci derubano della vita e della vitalità. Tra gli innumerevoli esempi di criminalità odierna, lo sfruttamento diretto della miseria umana deve trovarsi ai primi posti. Le pratiche di cura alternative pongono già una grossa sfida al modello dominante, ma l'unica soluzione reale è l'abolizione di un sistema che per sua stessa natura genera una serie incredibile di malattie fisiche e mentali.

Da Reich a Mailer, ad esempio, il cancro è considerato come lo sviluppo di una follia generale repressa e negata. Prima della civilizzazione la malattia praticamente non esisteva. Come poteva essere altrimenti? Da dove provengono le malattie degenerative e infettive, i malesseri emotivi e tutti gli altri disturbi se non dal lavoro, dalla tossicità, dalla città, dall'estraniazione, dalla paura, dall'insoddisfazione, dall'intero tessuto di una realtà deteriorata e alienata? Distruggendone la fonte si sradicherà la sofferenza. I piccoli disturbi si potrebbero trattare con erbe e rimedi analoghi, senza parlare di una dieta basata su alimenti sani e non trattati.

E’ evidente che non ci si può liberare in un istante dell'industrializzazione e delle fabbriche, ma è altrettanto chiaro che se ne deve perseguire l'eliminazione con tutto il vigore nell'impeto dell'attacco. Questa riduzione in schiavitù degli individui e della natura deve scomparire per sempre, cosicché parole come produzione ed economia si svuotino di ogni significato. Un graffito del maggio '68 in Francia diceva semplicemente "Adesso!". I fautori di quella ribellione avevano evidentemente compreso la necessità di andare rapidamente fino in fondo, senza temporeggiare né scendere a compromessi con il vecchio mondo. Una rivoluzione a metà non farebbe altro che preservare il potere e cementare la sua presa su di noi.

Una vita qualitativamente diversa comporta l'abolizione dello scambio, sotto qualsiasi forma, a favore del dono e dello spirito del gioco. Al posto della coercizione al lavoro – e quanto del presente potrebbe continuare senza quel tipo preciso di coercizione? - l'obiettivo centrale ed immediato è un'esistenza priva di imposizioni: il piacere senza impedimenti, l'attività creativa sul modello di Fourier, secondo le passioni dell'individuo e in un contesto pienamente egualitario.

Che cosa conservare? Gli strumenti che consentono di "risparmiare lavoro e fatica"? A meno che non comportino alcuna divisione del lavoro (ad esempio, una leva o uno scivolo), questa nozione è pura fantasia; dietro il termine "risparmiare" si cela il duro lavoro di molti ed il saccheggio del mondo naturale. Come ha affermato il gruppo parigino Interrogations: “Le ricchezze di oggi non sono ricchezze umane; sono ricchezze per il capitalismo, che rispondono all'esigenza di vendere e stupire. I prodotti che fabbrichiamo, distribuiamo e amministriamo sono l'espressione materiale della nostra alienazione”.

Alla prospettiva o possibilità di trasformare la vita, viene opposto fin dal primo momento qualsiasi tipo di timore e dubbio. “La rivolta non significherebbe disordine, assalti, violenza, ecc.?” Tuttavia, le insurrezioni popolari sembrano dare espressione concreta a forti sentimenti di gioia, unità e generosità. Considerando gli esempi più recenti negli Stati Uniti, le insurrezioni urbane degli anni sessanta, New York nel 1 977 e Los Angeles nel 1992, si rimane soprattutto colpiti dalla condivisione spontanea, dal drastico calo della violenza interraziale e della violenza contro le donne, e persino dal clima festoso.

Il maggiore ostacolo sta nel dimenticare il primato del negativo. L'esitazione, la coesistenza pacifica: questa mancanza di desideri si rivelerà fatale se le si consente di prevalere. Il vero impulso umanitario e pacifico è quello che si dedica a distruggere implacabilmente la dinamica malefica nota come civiltà, a partire dalle sue radici. Il tempo è un'imposizione coercitiva e limitante della cultura, attribuire nomi significa esercitare un controllo, come contare, ed è un aspetto dell'allontanamento del linguaggio. Al punto estremo cui siamo arrivati possiamo scorgere la necessità di un completo ritorno alla terra, all'intimità di tutti i sensi con la natura, quella raggiunta prima che la simbolizzazione trasformasse l'esistenza in una caricatura reificata e separata di se stessa. Questa volta se ne potrà assaporare il fascino ancor più felicemente: ora sappiamo quello che i nostri antenati non hanno capito che andava evitato.

Si può cominciare subito a spaccare il cemento, come consigliò una volta il mio amico Bob Brubaker.

Letteralmte: sotto il pavé la spiaggia!

Tratto da: http://www.ecn.org/contropotere/primitivismo/John_Zerzan
__sulla_transizione.htm

Postato da: Volomagico a 20:45 | link | commenti (13) |
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giovedì, 24 agosto 2006
Non dimentichiamo che anche i partigiani praticavano la resistenza armata

A tutti i servi-automi imperiali che predicano continuamente la "lotta al terrorismo" (solo perchè lo dice l'America):
Non vi ricordate più che i nostri partigiani durante la seconda guerra mondiale praticavano la resistenza armata e quando potevano qualche trabocchetto-attentato lo facevano ai nazisti? Per molti di noi i partigiani sono eroi...e allora perchè stupirsi se gli Hezbollah sono eroi per i libanesi? Gli Hezbollah hanno difeso la sovranità del loro popolo. Perchè ripetere come pappagalli  i deliri dell'impero...? La "guerra al terrorismo" così com'è stata condotta in questi anni è una bufala!

Postato da: Volomagico a 00:28 | link | commenti (6) |
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martedì, 15 agosto 2006
Sono tornato...il tormentone continua

La storia si ripete...non attentato o pericoli attentati (vedi Londra) ...L'impero comincia a prendersela con la Siria e L'Iran...perchè non vede l'ora di fare la guerra...non vede l'ora di trovare qualche pretesto per attaccare...in Iran la favola della minaccia nucleare non ha convinto...anche perchè sappiamo tutti che molti altri paesi hanno fatto esperimenti nucleari ben peggiori di quelli fatti finora dall'Iran...ma nessuno si è inventato una guerra...
ma quante testate nucleari detiene Israele? In tv i servi imperiali non lo dicono naturalmente,,,
E allora eccoli affamati di pretesti...l'imperialismo capitalista è uno di più grandi fallimenti storici in quanto può mantenersi in piedi solo tramite guerre, invasioni, genocidi e sfruttamento sugli altri popoli...l'imperialismo capitalista non è civiltà, non è vera democrazia ne libertà...guarda i difetti dei paesi che si oppongono, ma lui non si guarda dentro...non vede che sta commettendo molte più mostruosità dei paesi dove pretende di esportare la democrazia...è finita, il capitalismo ha fallito..non ancora molto e poi la solita stupida strategia del pretesto per dichiarare guerre contro paesi "ostili"  non farà più presa neache sulle masse più rimbambite dal sistema...hanno rotto...

PADRONE DI NIENTE MA SCHIAVO DI NESSUNO!

Postato da: Volomagico a 04:00 | link | commenti (8) |
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lunedì, 31 luglio 2006
Dichiarano guerra...e poi danno la colpa agli Hezbollah...

Dichiarano guerra, massacrano, distruggono...e dopo danno la colpa alla resistenza che si difende cercando di arrestare l'avanzata degli invasori...

Tratto da: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/esteri/medio-oriente-9/consiglio-
sicurezza/consiglio-sicurezza.html

"...Israele: "Colpa di Hezbollah". "Le vittime dell'orribile e tragico incidente (di Cana) saranno sì state uccise dal fuoco israeliano, ma sono vittime di Hezbollah. Ciò non sarebbe mai successo se Hezbollah non fosse esistito e se il Libano fosse stato un paese libero e sovrano", ha detto, intervenendo al Consiglio di Sicurezza, l'ambasciatore israeliano Dan Gillerman che ha parlato di "orribile, triste domenica piena di sangue". Ribadendo che Israele non colpisce intenzionalmente i civili, Gillerman ha detto che il suo Paese è in possesso di un filmato in cui si vedono militanti hezbollah sparare missili da dietro a una palazzina civile di tre piani, simile a quella abbattuta dagli israeliani a Cana. Il filmato è stato in seguito diffuso alle tv." Continua qui: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/esteri/medio-oriente-9/consiglio-
sicurezza/consiglio-sicurezza.html


Capito? Chi fa la guerra e commette un genocidio ha ragione....invece la resistenza è terrorista ed ha torto! E' proprio vero che il mondo gira al contrario...detto questo ci sono notizie, attendibili, che i sionisti abbiano già usato armi proibite al fosforo bianco...presto ne sentiremo parlare.

Postato da: Volomagico a 03:19 | link | commenti (8) |
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lunedì, 24 luglio 2006
Il pretesto, il genocidio...per la grande Israele

Israele usa il pretesto per commettere un genocidio, in nome della grande Israele...lo stile è quello nazista...tanto il fratellino viziato degli Usa potrà sempre dire a chi non condivide, che è un antisemita. Purtroppo ai nostri giorni molti pensano ancora che le critiche a Israele sono frutto di antisemitismo, ma in realtà sono in grandissima parte contro il movimento sionista...colpa anche di molti media servi e complici dell'impero. Per una migliore informazione suggerisco di seguire via internet, in questi giorni, i notiziari di Telesur (in spagnolo), una tv popolare, rivoluzionaria e assolutamente non serva dell'imperialismo. Ora e sempre resistenza!

Postato da: Volomagico a 02:54 | link | commenti (11) |
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sabato, 15 luglio 2006
Una necessaria liberazione dal capitalismo neo-liberista

In questo periodo e nel corso dei prossimi anni assisteremo alla necessaria liberazione dal sistema capitalista neo-liberista. Questo processo può essere in parte graduale e in parte avvenire con dei crolli del sistema. Un sistema imperialista basato sullo sfruttamento dei popoli, la privatizzazione esasperata, la devastazione ambientale, il genocidio, la guerra...un modello di società indifendibile.
I popoli stanno perdendo tutto e la ribellione a questo sistema sarà inevitabile, i beni collettivi come l'acqua, le foreste distrutte, le scuole, le strade ecc. devono ritornare a essere pubblici, devono ritornare al popolo. I beni collettivi sono nostri, dell'umanità, non delle multinazionali. Ammiro quello che hanno fatto Hugo Chavez ed Evo Morales nei loro paesi...hanno riconsegnato alla collettività i beni fondamentali...e non chinano la testa al sanguinario impero statunitense-sionista. La società, secondo me, deve essere basata sulle vere necessità, al servizio della gente...e non al servizio della borsa e di enormi multinazionali che spesso inventano nuovi bisogni e necessità consumistiche...per la loro fame di denaro. Questo sistema schiavo delle multinazionali, secondo me, ha contribuito a creare una società fondata sull'apparenza, credulona, "tutto fumo e niente  arrosto", rimbecillita da stupide mode. Una società consumista, dove ad esempio si vede gente che guadagna poco più di mille euro al mese, cambiare telefonino una volta ogni tre mesi, per seguire la moda...ma poi sempre più non riusciamo a emanciparci e a realizzarci. Il capitalismo neo-liberista-imperialista, non distribuisce la ricchezza in modo equo, affamando sempre più popoli. Il capitalismo neo-liberista si erge sulle menzogne delle politiche coloniali, sanguinarie e guerrafondaie, per mantenersi in vita. Lottare contro la guerra significa quindi mettere in discussione e contribuire al crollo del capitalismo neo-liberista...boicottare prodotti delle grandi multinazionali significa mettere in discussione e contribuire al crollo del capitalismo neo-liberista...manifestare pacificamente, fermando anche solo temporaneamente, una  parte della "macchina-società", significa mettere in discussione e contribuire al crollo del capitalismo-neo liberista...

l'unico sviluppo possibile del capitalismo è il genocidio

Postato da: Volomagico a 16:59 | link | commenti (9) |
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sabato, 08 luglio 2006
Il collasso del sistema calcio come frattale della nostra società

Non sono un grande appassionato di calcio...ma sono indignato da certe cose, che da quando è scoppiato lo scandalo calcio, si sentono dire. Ognuno ha il suo punto di vista per carità, ma io non capisco proprio con quale logica si possa dire di chiudere un'occhio sugli scandali del calcio italiano se la nazionale dovesse vincere i mondiali...perchè mai una eventuale vittoria dovrebbe cancellare il passato? Credo che alcuni abbiano un grande interesse a conservare questo sistema perverso e corrotto. Più che colpevolizzare Moggi & Co, una volta esclusi dall'ambiente calcistico...sarebbe da colpevoilizzare tutto il sistema calcio (basato sul modello aziendale)...il sistema calcio non è altro che un'enorme azienda...nell'era del capitalismo...ove il primo obbiettivo è il profitto assoluto...i capitali sono di gran lunga avanti ai valori umani e ludici del calcio stesso e così, per come la vedo io, il calcio non è più uno sport...non è più un gioco...negli ultimi 30 o 40 anni poi la competizione è diventata eccessivamente asasperata...basta osservare un incontro dei nostri tempi e confrontarlo con un filmato in bianco e nero di una vecchia partita...parlando a livello di tendenze ora è decisamente tutto più veloce...i giocatori, o meglio le aziende-calcio, danno molta più importanza alla forza fisica e muscolare (anche con l'aiuto di qualche sostanza, probabilmente, in alcuni casi)...prima invece le partite sembravano un po più blande, ma secondo me, molto più divertenti e con molta fantasia in più...per me siamo passati da un calcio più "artistico" ad uno molto più incentrato sulla forza fisica...(con questo non dico che nel calcio di oggi non ci sia per niente fantasia e nel calcio del passato non c'era per nulla forza fisica). Io credo che dovremmo "ritornare al passato", che in realtà poi è un andare avanti, cioè un calcio con meno sponsor, abbassare gli stipendi ai calciatori (e alzarli agli altri lavoratori), bliglietti meno cari allo stadio...
Il calcio, come se fosse un frattale, ci fa capire un pò tutta la tendenza della nostra società...la quale nel corso degli ultimi secoli ed in particolare negli ultimi 70 anni, ha subito un' accelerazione incredibile...tant'è che ora stiamo vivendo al disopra delle nostre possibilità...siamo di fronte ad una crisi di civiltà (crisi ambientale, economica, sociale, ecc.). Tutto molto esasperato, accelerato...e così come è collassato il sistema calcio in Italia...di questo passo potremmo assistere, si spera gradualmente, al collasso di buona parte del nostro sistema di società...ma non è un male, siamo alla fine di un ciclo...una possibilità di metamorfosi, evoluzione e rinnovamento...e secondo me prima "schiacciamo il pulsante reset" meglio è...

Postato da: Volomagico a 02:10 | link | commenti (12) |
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sabato, 01 luglio 2006
Violata la sovranità palestinese...

La detenzione di un soldato ebreo (che certamente va condannata, come vanno condannate le detenzioni inflitte ai palestinesi) non può giustificare un simile attacco al popolo palestinese e alla sua sovranità. La civiltà suggerirebbe una paziente e lunga mediazione per liberare gli ostaggi...invece aggrediscono, sparano, distruggono...ma non c'è da stupirsi...è il tipico atteggiamento degli imperialisti, che ormai sono affamati di pretesti per occupare, sfruttare, reprimere, imporre e colonizzare...sono arrivati anche a distruggere una centrale elettrica. E' inaccettabile che siano sempre i cittadini innocenti a pagare il prezzo più alto...questi crimini di guerra stanno provocando un'altra catastrofe umanitaria...e molti media occidentali non ne parlano abbastanza, tralasciano o sminuiscono l'accaduto perchè alleati con gli occupanti o forse in alcuni casi per paura di essere etichettati come antisemiti.
Chi odia il popolo ebreo è certamente un antisemita, ma non facciamo confusione, chi critica la politica imperiale israelo-statunitense, non può essere definito antisemita.

Postato da: Volomagico a 18:24 | link | commenti (10) |
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sabato, 24 giugno 2006
Gli ultimi tempi del capitalismo

Il capitalismo imperiale, ormai morente, può reggersi solo facendo guerre...raccontando spudorate menzogne, con politiche parassite e di sfruttamento, violentando quindi la sovranità di altri popoli. Questo sistema causerà sempre più proteste e ribellioni...i popoli si difenderanno e resisteranno. Il capitalismo ha fallito, l'impero, se non cambia rotta, è destinato al crollo.
Tramite la cultura, i valori umani e sociali, la sovranità popolare e l'indipendenza energetica un altro mondo sarà possibile. 


Hugo Chavez (tradotto):

"E` impossibile, nel contesto di un sistema capitalista, risolvere i gravi problemi di poverta` della maggioranza della popolazione mondiale. Dobbiamo superare il capitalismo. Ma non possiamo ricorrere ad un capitalismo di stato, che costiturebbe una perversione, come nell'Unione Sovietica. Dobbiamo riaffermare il socialismo come tesi, progetto e percorso, ma un nuovo tipo di socialismo, un socialismo umanista, che metta gli esseri umani, e non le macchine e lo stato, innanzi a tutto. Questo e` il tipo di dibattito che dobbiamo sollecitare a livello mondiale ed il Forum Sociale Mondiale e` un luogo adatto a questo."  è tratto da un articolo interessante che continua qui:  http://www.zmag.org/Italy/sojo-imperialismo.htm

Condivido in pieno.

Postato da: Volomagico a 23:57 | link | commenti (8) |
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mercoledì, 21 giugno 2006
Il blocco Usa contro Cuba, colpisce anche internet...

Causa una pessima e condizionata informazione, molti ancora non conoscono il vero motivo della povertà a Cuba. Non sono gli errori di Fidel e la sua eccessiva rigidità, ma l'embargo, o meglio l'assurdo blocco imposto dagli Usa contro Cuba, che per più di 40 anni ha paralizzato l'economia, lo sviluppo e la crescita dell' isola...l'embargo in primo luogo mira ad impedire il grande obbiettivo della rivoluzione cubana...ovvero l'emancipazione del popolo. Fatto trenta fatto trentuno, gli yankee hanno esteso una sorta di blocco anche a internet.
Grandi meriti vanno al popolo cubano, che grazie alla sua resistenza, cerca comunque di emanciparsi e limitare i danni dell'embargo, tramite diverse iniziative sociali.

Questo dettagliato articolo (in spagnolo) è molto chiaro...rimango senza parole:
http://www.telesurtv.net/home20jun1.php

Approfondimento:
Embargo Usa
Distruggere il popolo di Cuba è stato ed è l'obbiettivo statatunitense dal 1959

Postato da: Volomagico a 02:53 | link | commenti (7) |
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